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Archive for category: Food Marketing

E-Commerce

22 Jan 2012 / 3 Comments / in Food Marketing, Social Specialist/by admin

Sono da oggi disponibili i risultati completi dell’E-Commerce Consumer Behaviour Report 2011, presentato in anteprima ieri in occasione dell’E-Commerce Netcomm Forum di Milano. Si tratta della prima indagine sui comportamenti di acquisto online in Italia, realizzata da ContactLab in collaborazione con Netcomm. “Sono stati raccolti ben 46.000 questionari compilati online dai consumatori, invitati ad esprimere le loro opinioni sulle abitudini di acquisto sulla rete – annuncia Massimo Fubini, AD di ContactLab - Ne risulta che l’87% dei rispondenti compra sulla rete, il 38% dichiara di aver aumentato la sua frequenza di acquisto online e il 35% di spendere di più rispetto al 2009. Fra gli acquirenti prevalgono gli over 55 (24% del totale) rispetto agli under 25 (appena il 3%). Chi acquista online consolida questa abitudine nel corso del tempo e fra gli aspetti più importanti pone sicurezza e comodità logistica. I siti di comparazione dei prezzi, così come le recensioni online,  sono in testa alla classifica dei fattori di orientamento all’acquisto.”

Il Report completo è disponibile online per il download gratuito a questo indirizzo: http://www.contactlab.com/ecommercereport.

“Siamo dinanzi alla più ampia rilevazione mai condotta sui comportamenti di acquisto online degli italiani- commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico italiano.  Ben 46.000 individui hanno risposto alla prima edizione dell’E-commerce Consumer Behaviour Report 2010, una ricerca effettuata da ContactLab (www.contactlab.com), tramite un questionario reso disponibile sul web. Pur non avendo come base un panel statistico, l’indagine realizzata da ContactLab,  per la numerosità delle risposte, ci ha indubbiamente sorpresi ed ha un grande valore rappresentativo degli atteggiamenti degli italiani nei confronti dell’e-commerce. Le 46.000 interviste sono state, infatti, condotte online su clienti e prospect dei maggiori siti e-commerce italiani, su acquirenti e navigatori, e quindi analizzano una popolazione che ha familiarità con gli acquisti online o comunque si è prossima a questo mondo. L’enorme mole di dati acquisita è stata poi elaborata da ContactLab, realtà che opera nel direct marketing digitale e nell’e-mail marketing, recentemente entrata in Netcomm (pur non essendo un operatore di e-commerce) in ragione della sua decennale esperienza nel settore del commercio elettronico“.

L’87% dei rispondenti è rappresentato da acquirenti, il 13% da non acquirenti. La concentrazione più alta di rispondenti è nelle fasce d’età fra i 35 e i 49 anni, con buone concentrazioni tuttavia anche nelle fasce 50-54 e 30-34. Sorprende, smentendo consolidate convinzioni sulla minor confidenza delle persone mature con internet, che ben il 24% dei rispondenti abbia un’età superiore a 55 anni, mentre gli under 25 sono appena il 3%. Le donne tendono a essere più diffidenti nei confronti dell’acquisto: le non acquirenti sono infatti il 15% delle rispondenti, contro l’11% degli uomini.

L’e-commerce è un’abitudine che si consolida nel tempo, che si irrobustisce negli anni via via che aumenta la fiducia in questo canale di acquisto: fra coloro che fanno più di 10 acquisti all’anno, infatti, è molto alta la percentuale (84%) di ‘veterani’, che hanno iniziato oltre un anno prima; al contrario, fra i più prudenti, che non superano i due acquisti l’anno, è larga (41%) la percentuale di neofiti dell’e-commerce, che si sono avvicinati meno di un anno prima. In larga parte (66%) gli acquirenti comprano online più di una tipologia di beni e servizi; gli acquirenti online di vacanze e servizi assicurativi sono i più curiosi ed esplorativi delle potenzialità dell’e-commerce.

Ma quali sono i fattori determinanti per chi sceglie il commercio elettronico? Comodità logistica esicurezza della transazione e dell’acquisto sono considerati gli elementi più rilevanti dalla maggior parte degli acquirenti online (il 69% dà importanza ad entrambi i fattori); meno determinanti invece la convenienza economica e l’ampiezza della gamma.

La ‘sicurezza‘ nell’e-commerce ha varie sfaccettature. L’aspetto più importante è considerato la possibilità di avere un contatto diretto con il venditore, segue la consapevolezza di ciò che si acquista, la sicurezza della transazione, la sicurezza della spedizione e le condizioni trasparenti.

Grande attenzione viene posta dagli acquirenti anche alla logistica: circa l’80% incrementerebbe il suo volume di acquisti online in presenza di agevolazioni logistiche, come la possibilità di concordare data e ora della consegna.

Il fenomeno dell’e-commerce sembra non arrestarsi nemmeno di fronte alla crisi e, anzi, progredire nel tempo senza inversioni di tendenza: rispetto al 2009, i rispondenti hanno acquistato più frequentemente (+29% di acquisti online, grazie all’oltre 30% che ha aumentato il numero di acquisti e all’oltre 50% che ha comprato come l’anno precedente), hanno speso di più (+23% di spesa, grazie all’oltre 30% che ha aumentato la spesa e al 40% che l’ha lasciata invariata) e hanno aumentato la varietà dei prodotti e servizi acquistati (+31% di diversificazione, grazie al quasi 40% che ha incrementato il proprio ventaglio di acquisti e all’oltre 50% che l’ha lasciato invariato).

Innovativi nella scelta del canale di vendita ma anche nell’orientamento all’acquisto: gli acquirenti infatti per scegliere marche e modelli di prodotti da acquistare online utilizzano prioritariamente recensioni su siti internet specializzati, poi, quasi a pari merito, siti comparatori di prezzo e visita a negozi tradizionali, infine il consiglio di amici e conoscenti, la consultazione dei blog e per finire le informazioni su canali tradizionali come stampa a e tv.

Fra i non acquirenti, i principali fattori che scoraggiano l’acquisto online sono nell’ordine: la suppostadifficoltà di accertare la qualità del prodotto, l’impossibilità di contattare il venditore e l’assenza di un rapporto diretto con questi, l’insicurezza delle informazioni, la preferenza per un negozio di fiducia, la paura del danneggiamento della merce. Interessante la differenza fra acquirenti e non acquirenti a proposito dei driver che potrebbero favorire la propensione all’acquisto: la leva del prezzo è per esempio il fattore più importante per aumentare ulteriormente la propensione all’acquisto online solo per coloro che già acquistano. Altri fattori rilevanti per gli acquirenti sono nell’ordine, pagamento a posteriori e possibilità di concordare ora e data; per i non acquirenti, invece, i fattori che potrebbero portarli all’acquisto sono nell’ordine il pagamento a posteriori, la sicurezza nell’invio dei dati e condizioni contrattuali chiare.

 

Ristoranti 2.0 – Luoghi “nomadi” dove si consuma qualità enogastronomica!

23 Sep 2011 / 1 Comment / in Convegni, Food Marketing, Social Specialist, Uncategorized/by admin

Ristoranti 2.0 – Luoghi “nomadi” dove si consuma qualità enogastronomica!


Food Marketing e previsioni 2011/2012 a cura dell’Agenzia Idea Food and Beverage


Il 2011/2012 sarà l’anno dei Ristoranti 2.0. Molti ristoratori e catene ristorative, hanno già impegnato importanti budget per “connettersi” con i consumatori; il fenomeno e’ in crescita anche per il 2011, insieme allo “street food” nelle città di provincia: unità mobili, chioschi e strutture pop-up a tutto food and beverage.

 

Food Marketing e Esperti Food Beverage Manager


Le agenzie di comunicazione food, stanno mettendo in atto nuove strategie difoodmarketing, creando un mix tra attività social e off line. I risultati sono ottimi soprattutto in fase di ristrutturazione o start-up di un ristorante, la nuova apertura di locali.

Almeno cosi risulta dallo studio e dall’indagine food & beverage avviata a fine 2010 dall’agenzia Idea Food and Beverage nelle città di riferimento Roma, Milano, Modena, Cosenza, Verona e Padova. Una ricerca per determinare le nuove tendenze, nel tentativo di anticiparle e porporle ai clienti più esigenti ed evoluti.

 

Oggetto della ricerca oltre 1000 ristoratori, 4000 clienti, 50 food and beverage manager; analizzati anche i partner di comunicazioni, le agenzie, gli uffici stampa, i consulenti di enogastronomia e i giornalisti. Quasi 7000 i questionari analizzati per valutare le ipotesi per il futuro nel mondo della ristorazione.

 

Esperti in progetti di comunicazione nel Mondo Enogastronomico

Il primo dato è sicuramente quello che è idea diffusa quella di sfruttare i social media e le tecnologie per andare oltre le tradizionali attività di comunicazione e di fidelizzazione; l’anno promette un miglioramento per l’industria della ristorazione assediata, negli ultimi anni da mille problematiche tra cui il costo del lavoro e le nuove leggi e adeguamenti normativi.

Il tentativo di Idea F&B, dello staff di consulenti marketing nel mondo enogastronomico e dei food and beverage manager, è quello di ideare un nuovo concept che unisca la tendenza ormai diffusa dello street-food con quello delle app con il riconoscimento della posizione.

E’ stato così ideata la possibilità di valorizzare anche le piccole comunity di consumatori che si identificano nel social-web per poterli poi via via “incontrare” nei circuiti urbani. “La montagna va a Maometto”… si “materializzerà” il corner-food-mobile in quella piazza, in quel rione, in quel quartiere dove si parla spesso di Hot-dog o di Piadine, di pesce fritto di tigelle, …to be continued…

Altri dati emergenti dall’indagine di Idea Food and Beverage:

 

* I ristoranti gourmet con prezzi poco accessibili continueranno a soffrire fatta salva una ripresa dei pranzi (conseguente alla inevitabile diminuzione della “quenta”).

* I ristoratori si scontrano con la riduzione della spesa pro-capite e la ricerca da parte del consumatore del prezzo più basso. Si sta proponendo/imponendo un modello “low pricing” con  l’adozione di “ogni giorno a basso prezzo” offrendo così la possibilità di scegliere una pietanza che sarà comune a gran parte del pubblico. Questo modello sta portando già buoni risultati nei locali con più di 50 posti a sedere, soprattutto orientando i consumi verso prodotti meno conosciuti (magari di maggior qualità), in quantità ridotte ( soprattutto riguardo il Vino e il mondo beverage in genere) rinunciando magari a “confort” gastronomici come la stoffa e la porcellana.

Tutto bene, insomma, basta che ci sia una sedia!

* Sarà l’anno anche delle soft-ristrutturazioni del tipo “rinfresca e rimodella” per andare verso luoghi di intrattenimento eno-gastro-culturale e mini-format per piccole comunity di consumatori di nicchia. Successo garantito per quelli che diventano in questo integralisti e rigidi?

* Salute e benessere. Tra le idee che stanno diventando moda e partite proprio grazie alle “menti” di Idea F&B, si stanno imponendo i ristoranti/trattorie/bar che consentono al consumatore di seguire la dieta, fornendo un servizio personalizzato con un prezzo adeguato e accessibile. Il cliente teso all’obbiettivo della dieta (dimagrimento, salute, benessere, moda) pone il prezzo in secondo piano, a favore della della necessaria e desiderata personalizzazione del menù, magari con alimenti biologici e integrali.

* Aumenta la consapevolezza del consumatore sempre piu’ “consum-attore” che riconosce e individua sempre piu’ nei prodotti e sempre meno nei brand il valore del food e del beverage. Acennare a elementi social nel menù e’ elemento fattore non solo di fidelizzazione ma anche di passaparola.

* La sicurezza alimentare , la “tracciabilità”, l’individuazione della filiera, delle caratteristiche del prodotto, dei valori nutrizionali sono tutti fattori che contribuiscono nella scelta non solo del prodotto ma anche del locale. Lo dimostrano i monomarca che propongono prodotti DOP, che parlano del territorio, e antepongono l”esperienza” al prodotto.

 

E’ chiaro che la legge del successo non la conosce nessuno e attenti a chi vi regala proposte vincenti e convincenti in tempi brevi; seguire le tendenze significa avere il coraggio di rimanere coerenti alle proprie idee, al concept e alla linea proposta e come visto premia anche qualora l’esito sia rigido e inflessibile.

Certamente i luoghi di consumo stanno diventando sempre più luoghi di esperienza e il compito del ristoratore sta diventando molto più simile a quello degli “aggregatori” nel web magari  con la possibilità di suggerire la condivisione.

Per chi ama la sintesi il 2011 sarà un anno 2.0 per tutta la ristorazione; insomma sharing is caring! e forse sarà anche il segreto di alcuni successi!

 

 

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